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Ricerca 2.3 PROGETTO FINALIZZATO CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA "CLIMAGRI" SOTTOPROGETTO
2 - Agricoltura italiana e cambiamenti climatici Effetto delle modificazioni del clima sui rischi da gelate (invernali, precoci, tardive) e sul soddisfacimento in freddo delle specie coltivate Responsabile della ricerca : Dott. Franco Zinoni - Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente(Bologna) FINALITÀ
DELLA RICERCA
La
difesa dalle gelate tardive costituisce per diversi paesi uno dei
principali aspetti da affrontare per il mantenimento della produzione. Le
tecnche sono diverse, con possibilità d’impiego, costi,
grado di protezione, interazione con l’ambiente assai diverse. In
Italia la difesa si è sviluppata principalmente nel trentino utilizzando
l’irrigazione sovrachioma e in modo più contenuto in Sicilia facendo
uso di ventilatori. La
ricerca di sistemi efficaci contro le gelate è stata attiva negli anni 70
anche in altre regioni, con sperimentazioni mirate all’uso di mezzi
schermanti atti a ridurre la perdita di calore per irraggiamento. I
risultati non sono stati confortanti, anche per la difficoltà di
applicazione del metodo e fino alla metà degli anni 90 la difesa è stata
abbondonata. Il nuovo impulso successivo è legato ai buoni risultati
ottenuti nelle prove condotte in Emilia Romagna e basate
sull’irrigazione antibrina sottochioma, difesa efficace e a basso
impatto ambientale. In
un convegno svoltosi nel novembre 1998 a Lanxade, in Francia, è emersa
una preoccupazione crescente ed un allarme generale per la frequenza e
l’intensità con cui le gelate si sono verificate nel corso degli anni
90. Appare
soprattutto anomalo il fatto che questo ritorno sistematico, ad anni
alterni, del gelo primaverile negli anni 90, sia successivo ad un decennio
nel quale le gelate tardive erano state pressoché assenti o assai
limitate e confinate nelle aree più sfavorite sotto l’aspetto
climatico, nel complesso marginali per la produzione agricola. Le
considerazioni sui risultati dell’indagine condotta in Francia ha un
significato più ampio di una semplice conferma statistica di quanto
osservato anche in recenti studi condotti in Italia; una maggior incidenza
delle gelate tardive dedotta dagli studi effettuati in Francia ed in
Italia dimostra che il fenomeno non può essere definito come estemporaneo
e locale, ma assume connotazioni di ampia scala e potrebbe far parte di
una tendenza evolutiva del clima. Recenti
studi effettuati nella provincia di Modena e nella regione Emilia Romagna
hanno evidenziato l’aspetto fisico delle gelate tipiche dell’area
padana, legate a fenomeni di irraggiamento notturno del suolo. L’analisi
geostatistica dei dati ha consentito di individuare le aree più soggette
all’effetto del gelo, la cui incidenza è fortemente correlata alla
componente topografica del territorio. Normalmente,
le aree più fredde sono situate nella fascia di pianura prossima alla
collina e nei fondovalle, mentre l’area di collina appare la più calda,
con incrementi di temperatura dell’ordine di 7 – 10 °C passando dal
livello della pianura aumento alla quota di 200 – 300 m. Considerando il ruolo
tutt’altro che marginale assunto dalle gelate tardive in quest’ultimo
decennio è indubbio che un intervento mirato, con risposte confacenti
alle attese in questo settore, crea un indotto di tutto riguardo, con
ripercussioni positive nel campo dell’agricoltura, dei servizi,
dell’industria che produce mezzi per la difesa e nel campo sociale
creando le condizioni per la salvaguardia dei posti di lavoro. Obiettivi del progetto
La
ricerca si propone di valutare l’effetto del cambiamento climatico in
atto, su alcune situazioni particolari, in grado di causare danni ingenti
al comparto agricolo nazionale. Ridefinire
per alcune aree tipiche dell’agricoltura italiana la probabilità di
gelate precoci e tardive e correlarli con i cicli di sviluppo delle
principali colture previsti sulla base degli scenari climatici futuri
costituirà uno strumento di analisi e previsione dell’effetto di una
delle principali avversità meteorologiche. Altrettanto importante appare
lo studio preventivo sulla disponibilità delle unità di freddo in
relazione alle esigenze delle principali colture, alla tendenza delle
temperature invernali osservate negli ultimi anni e previste per il
futuro. La prevenzione dei danni da gelata sarà inoltre oggetto di studio
attraverso la valutazione dell’efficacia dei sistemi di difesa
maggiormente ecocompatibili. La ricerca produrrà
una serie di elaborati cartografici e statistici coi quali sarà possibile
definire le strategie di produzione più opportune da parte degli Enti
preposti alla programmazione, dei servizi tecnici e degli agricoltori, al
fine di ridurre o ponderare il rischio connesso alle basse temperature o
alla mancanza di unità di freddo a seguito di possibili mutamenti
climatici. In
particolare, sono previste cartografie a diverse soglie di probabilità di
frequenza e intensità delle gelate e probabilità di accumulo di unità
di freddo, e tabelle di frequena e ricorrenza delle gelate per classi di
intensità e tipo. L’analisi
congiunta tra probabilità di gelate e sviluppo delle colture consentirà
di produrre cartografie e analisi statistiche sulla probabilità,
frequenza e distribuzione di
minor produzioni attese a causa dell’effetto delle temperature minime
previste dagli scenari climatici futuri, individuando i sistemi di difesa
più efficaci per la prevenzione dei danni da gelo. La
metodologia e i SW sviluppati nel corso del progetto saranno disponibili
per ulteriori aggiornamenti e studi e per applicare il metodo proposto ad
altre aree in ambito nazionale. Risultati attesi nel 1 anno
·
Strato informativo digitale del terreno alla scala di dettaglio; ·
Modello integrato topoclimatico che consente di aggiornare la
climatologia delle gelate utilizzando i dati rilevati dalle stazioni
meteorologiche e la topografia del suolo alla scala di dettaglio (1:25.000
– 1:10.000). ·
Definizione di standard per la stima di un indice sintetico di
suscettibilità del territorio alle gelate tardive in relazione alla
frequenza, intensità e ritardo con cui si sono verificate le gelate nei
comprensori oggetto dello studio. ·
Report sulla sensibilità alle gelate delle diverse specie. Descrizione delle fasi di ricerca
I
risultati delle schede di ricerca relative agli scenari climatici previsti
nel sottoprogetto 1 del P.F. “CLIMAGRI” costituiranno la base
meteorologica sulla quale effettuare lo studio dettagliato in merito alla
ricorrenza e incidenza delle gelate
e alla distribuzione delle Unità di freddo per tipo di colture, per il
prossimo ventennio. Dalla
modifica del clima ci si attende inoltre una modifica del calendario
fenologico; i modelli fenologici, tarati e proposti nel corso del P.F.
“Fenologia per l’agricoltura” costituiscono la base modellistica per
individuare la nuova distribuzione degli stadi di sviluppo sensibili per
le diverse colture, sulla base dei quali verrà definita la probabilità
di rischio. L’applicazione
dei modelli di sviluppo e dell’analisi climatica sui punti di griglia
utilizzati nello studio degli scenari e delle previsioni stagionali a
scala locale, sarà integrata con l’effetto dell’orografia a scala di
dettaglio, al fine di cogliere l’effetto locale. La
ricerca prende in esame le principali colture di interesse nazionale:
colture industriali, orticole e frutticole, sensibili all’effetto delle
gelate o che necessitano di soddisfare il proprio fabbisogno di freddo. In
particolare, sono state individuate le seuenti specie : Patata, Pomodoro,
Cipolla, Bietola, Mais, Pesco, Albicocco, Melo, Vite, Actinidia L’analisi
dei dati verrà effettuata con programmi statistici e geostatistici
analizzando per ogni coltura la ricorrenza di eventi critici e delimitando
le aree interessate dall’evento. Gli studi verranno
riguarderanno comprensori importanti per la produzione agricola nazionale
e ad elevata propensione al rischio climatico. Le aree individuate sono:
la Pianura Padana (Bergamo, Voghera, Modena, Cesena), il Trentino (Valle
dell’Adige), la pianura dell’Italia centrale (Agro Romano, Piana di
Caserta), effettuando dapprima uno studio climatologico della situazione
media attuale e realizzando specifiche campagne di misura finalizzate a
determinare la variabilità del territorio. Attività prevista nel 1° anno:
·
Attività di progetto e coordinamento con le unità operative
addette allo studio di scenari climatici; ·
Ricerca e definizione degli standard operativi in relazione alle
colture previste nel progetto; ·
Definizione degli standard operativi in relazione
all’organizzazione dei dati e dei modelli; ·
Messa in opera delle stazioni per le misure agrometeorologiche ·
Acquisizione dei modelli di sviluppo delle colture; ·
Definizione di indici sintetici di sensibilità al gelo per le
diverse specie ·
Predisposizione della banca dati con i parametri topoclimatici; ·
Definizione della struttura e sviluppo del SW operativo. 2° anno
·
Sviluppo del SW operativo; ·
Implementazione dei modelli di sviluppo delle colture; ·
Acquisizione dei dati provenienti dalle unità operative addette
allo studio di scenari climatici (linea di ricerca 1.3 del progetto
CLIMAGRI); ·
Misure dei termini di bilancio energetico e radiativo; ·
Taratura delle procedure; ·
Simulazioni di possibili scenari agronomici. 3° anno
·
Analisi combinata tra
i fattori di rischio e lo sviluppo delle colture; ·
Definizione degli indicatori di rischio; ·
Produzione di cartografie e report; ·
Trasferimento della metodologia e dei prodotti della ricerca
all’unità di coordinamento e documentazione del progetto (Linea di
ricerca 4.1del progetto CLIMAGRI); ·
Aggiornamento delle banche dati regionali. ·
Divulgazione dei
risultati tramite convegni, riviste specializzate e incontri tecnici Pubblicazioni recenti di riferimento
·
Cellier
Pierre 1993. An operational model for predicting minimum temperatures near
the soil surface under clear sky conditions. J.
Appl. Meteor., 32, pp 871 – 883. ·
Figuerola P.I.,
N.A. Mazzeo, 1997. An
analytical model for the prediction of nocturnal and dawn surface
temperatures under calm, clear sky conditions. Agr. And For. Met., 85
(1997), pp 229 – 237. ·
Zinoni F., S. Anconelli, L’irrigazione sottochioma contro le
gelate tardive. Agricoltura, Ass. Agr. Regione Emilia Romagna, Bologna,
dicembre 97, pp 56 – 59. ·
Anconelli
S., F. Zinoni. Prime valutazioni sull’efficacia di alcuni
microirrigatori, statici e dinamici, da impiegare per l’irrigazione
antibrina sottochioma. Rivista di irrigazione e Drenaggio, Edagricole,
Bologna, n. 3, 1998, pp 37 – 42. DOCUMENTI * Agricoltura italiana e cambiamenti climatici - Workshop Cagliari 16-17 Gennaio 2003 * Scheda informativa sull'attività al 30/04/2003
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