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CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA
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RETI DI OSSERVAZIONE E BANCHE DI DATI METEOROLOGICI IN ITALIA di Luigi Mariani - Università di Milano Scopo che si prefigge il lavoro qui di seguito descritto è quello di migliorare la conoscenza del sistema meteorologico nazionale, conoscenza che diviene cruciale per: Fig1 - reti di monitoraggio resesi disponibili per l'area alpina e le zone al contorno nell'ambito del progetto MAP(Mesoscale Alpine Programme)(fonte:map science plan al sito http://www.map.ethz.ch/)
METODI L'indagine
è stata svolta in modo speditivo, utilizzando le fonti riportate nella
tabella seguente. Tabella
1 - fonti di informazioni per il censimento
Tabella
2 - esperti che hanno fornito informazioni per l'indagine e a cui va
il nostro ringraziamento
Le
stazioni sono state suddivise nelle seguenti macrocategorie: 1.
stazioni
elettroniche: intese come
stazioni a trasduzione elettronica. In gergo sono spesso indicate come
stazioni automatiche. 2.
stazioni meccaniche: intese come stazioni a trasduzione
meccanica. Le
stazioni elettroniche consentono l'acquisizione in tempo reale e, in
base alla dotazione di sensori, sono raggruppate secondo le seguenti tipologie: §
Pluvio & termopluviometriche:
stazioni che rilevano solo precipitazioni e/o temperatura
dell'aria §
Meteorologiche complete: stazioni con uno o più sensori aggiuntivi
rispetto alle sole temperatura e precipitazioni
Le
stazioni meccaniche, per lo più pluviometriche o termopluviometriche, in
diversi casi dispongono di igrografi e, piu raramente, di ulteriori
strumenti quali solarimetri, eliofanografi, evaporimetri, ecc. (es: i 25
osservatori della rete UCEA)
Ove
disponibili sono state riportate anche indicazioni relative alle stazioni
idrometriche, alle stazioni mareografiche ed ai radar meteorologici. Tali
informazioni sono in gran parte desunte dalla fonte A di cui alla tabella
1. Dal
censimento sono state volutamente escluse le stazioni elettroniche
appartenenti alle reti di monitoraggio degli inquinanti atmosferici, poiché
la sensoristica meteorologica in dotazione è il più delle volte
installata in modo non conforme ai criteri di installazione per la
strumentazione meteorologica previsti dal WMO (WMO, 1995) e dunque di
ridotta utilità per scopi meteo-climatologici. ANALISI
DEI RISULTATI Il
totale nazionale di 3037 stazioni meteorologiche elettroniche (termo-pluviometriche
e complete) indica una media di 1 stazione ogni 99 km2, il che
indica che nel complesso appare già raggiunto l'obiettivo medio
nazionale di una stazione elettronica ogni 100 km2 fissato
dalla legge 180/98 (legge Sarno).Esiste comunque un problema di regolarità
della distribuzione nello spazio della stazioni come si nota in tabella 3
e 4. Tabella
3 - stazioni elettroniche di proprietà di enti regionali e locali:
densità media delle stazioni per fascia territoriale (le stazioni del
Servizio Idrografico non sono riportate in tabella)
Tabella
4 - stazioni meccaniche: densità media delle stazioni per fascia
territoriale
Fra
i fenomeni che generano irregolarità sono da evidenziare: -
lo scarso coordinamento esistente fra le diverse strutture con
compiti di monitoraggio; -
il fenomeno, anch'esso tutto italiano, delle "alluvioni di
stazioni meteorologiche" che seguono le alluvioni in senso stretto e che
creano dei grappoli di stazioni difficilmente manutenibili e poco efficaci
nel prevenire disastri futuri (che di solito avvengono sempre "qualche
valle più in là"). Di
tali elementi si dovrebbe tenere debito conto nella pianificazione
di nuove installazioni. Da
segnalare infine le 4398 stazioni meccaniche (per lo più pluvio e
termo-pluviometriche) individuate sul nostro territorio e distribuite in
modo più omogeneo rispetto alle automatiche (tabella 4), in quanto in
gran parte obbedivano al progetto unitario fissato dal Servizio
Idrografico. LIMITI
DEL LAVORO E PROPOSTE PER IL FUTURO Il
censimento è tutt'altro che completo, in particolare per la aree che
non afferiscono direttamente all'agrometeorologia. Per tali settori
sarebbe auspicabile una attività di censimento iniziale volta ad appurare
lo stato attuale del sistema. BIBLIOGRAFIA *
AA.VV., 2001. Progetto di Massima relativo alla realizzazione dei
Centri Funzionali di Protezione Civile, Potenza, 4 luglio 2001. |
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