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CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA

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RETI DI OSSERVAZIONE E BANCHE DI DATI METEOROLOGICI IN ITALIA

di Luigi Mariani - Università di Milano

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Scopo che si prefigge il lavoro qui di seguito descritto è quello di migliorare la conoscenza del sistema meteorologico nazionale, conoscenza che diviene cruciale per:
- omogeneizzare le reti
- renderle conformi alle normative internazionali 
- definire attività coordinate
- pianificare lo sviluppo futuro
- svolgere attività climatologiche.
L'esistenza di tale necessità si è resa tangibile a tutti in occasione del progetto internazionale MAP (Mesoscale Alpine Programme) che ha visto coinvolte le reti osservative di tutte le nazioni dell'arco alpino. La figura 1 mostra i punti d'osservazione messi a disposizione dai diversi Paesi coinvolti ed evidenzia in modo macroscopico la diversità italiana. Non starò più oltre a commentare questi dati perché l'ho già fatto in occasioni passate (Mariani, 2001) e pertanto passo ad illustrare i metodi di indagine adottati ed i risultati raccolti.

Fig1 - reti di monitoraggio resesi disponibili per l'area alpina e le zone al contorno nell'ambito del progetto MAP(Mesoscale Alpine Programme)(fonte:map science plan al sito http://www.map.ethz.ch/)

 

METODI

L'indagine è stata svolta in modo speditivo, utilizzando le fonti riportate nella tabella seguente.

Tabella 1 - fonti di informazioni per il censimento

Sigla riportata nelle tabelle di sintesi

Fonte informativa

Qualità delle informazioni

A

Tabella "Reti di monitoraggio meteo-idro-pluviometrico, sintesi generale del censimento I" annessa al "Progetto di Massima relativo alla realizzazione dei Centri Funzionali di Protezione Civile", datato 4 luglio 2001.

Mediocre (dati probabilmente  aggiornati al 1998)

B

Comunicazioni personali relative a varie aree del Paese ed  elencate in tabella 2. Le informazioni sono state per lo più acquisite via e_mail  (aggiornamento al febbraio 2002)

Buona

C

F. Micale, 2000. "Lo stato dei servizi agrometeorologici in Italia" in atti del convegno "Domanda e offerta di agrometeorologia in Italia, AIAM, pp. 85-100.

Buona

D

sito Internet del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (www.dstn.it/simn)

Buona

E

Siti internet dei vari Enti citati nell'indagine

Discreta/Buona

M

Documentazione del progetto interreg2 /MEDOC (www.interreg.medocc.net/retelab/censimento/rpie.html#stazioni)

Discreta

Tabella 2 - esperti che hanno fornito informazioni per l'indagine e a cui va il nostro ringraziamento

 

Area del Paese

Collega

Ente di appartenenza

1

Italia

Carmen Beltrano

Ucea

2

Bacino del Po

Dott. Maffeis

Ufficio Idrografico del Po

3

Basilicata

Emanuele Scalcione

ALSIA

4

Calabria

Roberto Caterisano

ARSSA

5

Campania

Eduardo De Luise

Regione - Sesirca

6

Emilia Romagna

Lucio Botarelli

Arpa - SMR

7

Lazio

Giancarlo Bucci

Arsial

8

Friuli V.G.

Andrea Cicogna

Csa Friuli V.G.

9

Lombardia

Piero Scioli

Oss. Meteo Castellanza

10

Lombardia

Gigi Albieri

Ersal

11

Marche

Ettore Marchegiani

Assam

12

Molise

Salvatore Ciocca

Ersam

13

Piemonte

Federico Spanna

Regione - Serv.agrometeo

14

Puglia

Nicola Laricchia

Regione Puglia

15

Puglia

Pietro Soldo

Consorzio Bonifica Capitanata

16

Sardegna

Giuliano Fois

Sar Sardegna

17

Sicilia

Antonino Drago

Regione Siciliana - Sias

18

Toscana

Massimo Niccolai

Arsia

19

Trentino

Giambattista Toller

Istituto S.Michele all'Adige

20

Valle d'Aosta

Ezio Junod

Regione Valle d'Aosta

21

Veneto

Irene Delillo

Arpav - Teolo

Le stazioni sono state suddivise nelle seguenti macrocategorie:

1.   stazioni elettroniche: intese come stazioni a trasduzione elettronica. In gergo sono spesso indicate come stazioni automatiche.

2.   stazioni meccaniche: intese come stazioni a trasduzione meccanica.

Le stazioni elettroniche consentono l'acquisizione in tempo reale e, in base alla dotazione di sensori, sono raggruppate secondo le  seguenti tipologie:

§         Pluvio & termopluviometriche:  stazioni che rilevano solo precipitazioni e/o temperatura dell'aria

§         Meteorologiche complete: stazioni con uno o più sensori aggiuntivi rispetto alle sole temperatura e precipitazioni

Le stazioni meccaniche, per lo più pluviometriche o termopluviometriche, in diversi casi dispongono di igrografi e, piu raramente, di ulteriori strumenti quali solarimetri, eliofanografi, evaporimetri, ecc. (es: i 25 osservatori della rete UCEA)

Ove disponibili sono state riportate anche indicazioni relative alle stazioni idrometriche, alle stazioni mareografiche ed ai radar meteorologici. Tali informazioni sono in gran parte desunte dalla fonte A di cui alla tabella 1.

Dal censimento sono state volutamente escluse le stazioni elettroniche appartenenti alle reti di monitoraggio degli inquinanti atmosferici, poiché la sensoristica meteorologica in dotazione è il più delle volte installata in modo non conforme ai criteri di installazione per la strumentazione meteorologica previsti dal WMO (WMO, 1995) e dunque di ridotta utilità per scopi meteo-climatologici.

ANALISI DEI RISULTATI

Il totale nazionale di 3037 stazioni meteorologiche elettroniche (termo-pluviometriche e complete) indica una media di 1 stazione ogni 99 km2, il che indica che nel complesso appare già raggiunto l'obiettivo medio nazionale di una stazione elettronica ogni 100 km2 fissato dalla legge 180/98 (legge Sarno).Esiste comunque un problema di regolarità della distribuzione nello spazio della stazioni come si nota in tabella 3 e 4.

Tabella 3 - stazioni elettroniche di proprietà di enti regionali e locali: densità media delle stazioni per fascia territoriale (le stazioni del Servizio Idrografico non sono riportate in tabella)

 

Totale stazioni

km2

km2/stazione

NORD

1598

119865

75

CENTRO

715

69138

97

SUD

491

62452

127

ISOLE

233

49798

214

ITALIA

3037

301253

99

Tabella 4 - stazioni meccaniche: densità media delle stazioni per fascia territoriale

 

Totale stazioni

km2

km2/stazione

NORD

1917

119865

63

CENTRO

782

69138

88

SUD

1009

62452

62

ISOLE

690

49798

72

ITALIA

4398

301253

68

Fra i fenomeni che generano irregolarità sono da evidenziare:

-         lo scarso coordinamento esistente fra le diverse strutture con compiti di monitoraggio;

-         il fenomeno, anch'esso tutto italiano, delle "alluvioni di stazioni meteorologiche" che seguono le alluvioni in senso stretto e che creano dei grappoli di stazioni difficilmente manutenibili e poco efficaci nel prevenire disastri futuri (che di solito avvengono sempre "qualche valle più in là").

Di  tali elementi si dovrebbe tenere debito conto nella pianificazione di nuove installazioni.

Da segnalare infine le 4398 stazioni meccaniche (per lo più pluvio e termo-pluviometriche) individuate sul nostro territorio e distribuite in modo più omogeneo rispetto alle automatiche (tabella 4), in quanto in gran parte obbedivano al progetto unitario fissato dal Servizio Idrografico.

LIMITI DEL LAVORO E PROPOSTE PER IL FUTURO

Il censimento è tutt'altro che completo, in particolare per la aree che non afferiscono direttamente all'agrometeorologia. Per tali settori sarebbe auspicabile una attività di censimento iniziale volta ad appurare lo stato attuale del sistema. Inoltre, vista la fase di tumultuosa crescita che attraversa il sistema del monitoraggio meteorologico, è auspicabile l'attivazione di una iniziativa di monitoraggio continuativo delle nuove installazioni. Si tratta di una attività che, a fronte di costi assai contenuti potrebbe rendere un grosso servizio al Paese in termini di conoscenza della realtà.

BIBLIOGRAFIA

*  AA.VV., 2001. Progetto di Massima relativo alla realizzazione dei Centri Funzionali di Protezione Civile, Potenza, 4 luglio 2001.
*  Borghi S., Mariani L., Tavazza E., 1986. Criteri di scelta del sito per stazioni meteorologiche a fini agricoli, Ersal, Milano.
Micale F., 2000. Lo stato dei servizi agrometeorologici in Italia in Atti del convegno "Domanda e offerta di agrometeorologia in Italia, (ediz. A cura di L. Mariani), AIAM, pp. 85-100.
WMO, 1995. Guide to meteorological instruments and methods of observation, (guide WMO n.8), Geneva.
*  Zinoni F., 2000. I dati meteorologici per le applicazioni modellistiche, relazione presentata nell'ambito del seminario SINA, Bologna, aprile 2001.
*  WMO, 1983. Guide des pratiques de meteorologie agricole, (guide WMO n.134), Geneva.

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