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CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA
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Le previsioni stagionali
C. CacciamaniARPA-SMR , Bologna Negli anni più recenti si è fatta
sempre più crescente la necessità, da parte di molti utenti, di
disporre di previsioni meteorologiche a scadenza temporale
superiore ai 7-10 giorni, che sono le scale temporali tipiche del weather
forecast. Considerando solo il settore agricolo, conoscere con
anticipo i caratteri qualitativi delle distribuzioni di precipitazione e
temperatura al suolo dei 3 - 4 mesi futuri ed il loro relativo grado di
affidabilità, permetterebbe una stima dei rischi climatici per le
colture, una migliore pianificazione delle specie da coltivare, il loro
eventuale fabbisogno d'acqua irrigua, la durata dei cicli produttivi ed
infine i livelli di resa potenziale conseguibili nelle diverse aree
geografiche. Il problema che si pone di fronte alla comunità
meteorologica mondiale è quello di capire se esiste una qualche speranza
di rispondere affermativamente a tali richieste. E'
noto a tutti che le previsioni meteorologiche di tipo deterministico,
realizzate con i moderni modelli di circolazione generale dell'Atmosfera
(GCM) e dai modelli ad area limitata (LAM), non hanno skill
dopo 7-10 giorni di previsione. Questo è dovuto principalmente
all'intrinseca caoticità del sistema "atmosfera", all'interno del
quale il tempo meteorologico
(il weather) si realizza. E'
tuttavia riconosciuto un certo margine di predicibilità dei GCM alle
scale medio-lunghe (mesi e stagioni) dal momento che questi vengono
"guidati" da condizioni al contorno, quali la temperatura superficiale
degli oceani (SST), la copertura nevosa e l'umidità del suolo che hanno
invece una variabilità più lunga nel tempo. Se
si esclude quindi a priori la possibilità di realizzare delle previsioni
deterministiche attendibili dei vari parametri meteorologici con un
anticipo superiore al limite deterministico dei modelli di previsione
numerica (appunto 10-15 giorni), è tuttavia ragionevole ipotizzare la
fattibilità di previsioni di campi medi o di anomalia sulle scale più
lunghe dei mesi o delle stagioni, dove la variabilità caotica del day-by-day è stata rimossa dal processo stesso di media. Sia le simulazioni dei GCM usati con condizioni al contorno osservate (a SST osservata ad esempio) che i più recenti modelli accoppiati atmosfera-oceano (gli AOGCM), usati presso i più grandi Centri Meteorologici internazionali (quali ad esempio il Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine di Reading, ECMWF), mostrano un buon livello di predicibilità alle scale temporali mensili e stagionali, in particolare in certe aree del globo terrestre. Nelle
aree tropicali, dove il clima è dominato da grandi anomalie climatiche,
quali ad esempio quella di el-Niño,
il livello di predicibilità delle simulazioni stagionali degli
AOGCM è talvolta anche abbastanza elevato. Le
aree extra-tropicali, dove il legame tra le anomalie climatiche delle zone
tropicali e i pattern di variabilità della circolazione è più debole, sono
quelle dove invece si hanno i risultati meno soddisfacenti. In ogni caso
comunque, anche in tali aree del globo terrestre c'è una notevole
variabilità di comportamento. Ad esempio, in certe aree alle
medie latitudini come il Nord America le previsioni stagionali possono
raggiungere uno skill talvolta
elevato dal momento che è abbastanza forte il legame tra el Niño e il pattern
di variabilità della circolazione atmosferica più importante in quella
parte del globo terrestre quale l'oscillazione Nord Pacifica (il PNA).
Al contrario, nel settore Atlantico, è molto meno chiaro quale sia il
tipo di legame che mette in relazione l'anomalia di el Niño ed il pattern
di Oscillazione Nord Atlantica (la NAO), che regola le condizioni
meteorologiche sul continente europeo ed anche sul bacino del Mediterraneo
dove è collocato il nostro paese. A
rendere ancora più complessa la problematica, va detto che esiste un
notevole gap tra le scale
spaziali descritte dagli AOGCM usati per le previsioni stagionali, e
quelle invece degli end users.
Le prime sono tipicamente le scale globali e/o continentali, le seconde
sono essenzialmente quelle locali. In
sostanza, le difficoltà da superare nella problematica delle previsioni
stagionali alle latitudini extra-tropicali, dove si colloca il nostro
paese, sono di due tipi fondamentali: il primo problema da risolvere è
quello della individuazione dei regimi di circolazione, responsabili del
tempo meteorologico nella nostra area,
che siano anche quelli meglio simulabili a scala stagionale.
Il secondo problema è quello di definire dei solidi sistemi di downscaling
tra tali regimi di circolazione ed il weather
locale, con i quali sia possibile chiudere il gap sopra menzionato. Nella
presentazione si fornirà una descrizione della problematica generale del seasonal
forecast e verranno
mostrati alcuni risultati delle recenti simulazioni fornite da alcuni
AOGCM, relativamente alla loro capacità di riproduzione i parametri in
quota ed al suolo (ad esempio la temperatura a due metri e la
precipitazione) alla scala europea ed anche italiana. Si mostreranno
inoltre dei risultati relativi
alla capacità dei presenti GCM (usati sia con SST osservate che in
modalità accoppiata) nel riprodurre quei regimi di variabilità della
circolazione nell'emisfero Nord, come appunto l'Oscillazione nord
atlantica ed il Blocking, che sono responsabili del tempo meteorologico
nell'area mediterranea. Infine,
anche alla luce di tali evidenze, verranno proposte delle possibili
metodologie di downscaling
statistico, idonee alla riproduzione di scenari a scala stagionale di weather
al suolo sul territorio nazionale. Nota ARPA-SMR
è coinvolto nel progetto "CLIMAGRI", finanziato dal Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali. L'autore ringrazia la collega Valentina
Pavan di ARPA-SMR e Laura Ferranti del Centro Europeo di Reading (ECMWF)
per le interessanti discussioni avute ed anche per aver fornito gran parte
del materiale che ha reso possibile questa presentazione.
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