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CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA
L'evoluzione
dei modelli previsionali a breve scadenza
Andrea
Buzzi - ISAC-CNR, Bologna
Le basi teoriche
della previsione meteorologica numerica, poste nei primi decenni del
secolo XX, hanno condotto alla formulazione di modelli numerici, operanti
fin dall'avvento dei primi calcolatori alla fine degli anni '40.
L'evoluzione dei modelli è in seguito continuata di pari passo con
l'incremento della potenza di calcolo, cresciuta di oltre 100.000 volte
negli ultimi 30 anni. Non solo è aumentata la risoluzione spaziale dei
modelli, sia globali che ad area limitata, ma sono stati fatti molti
progressi nelle tecniche di integrazione numerica, sia in termini di
efficienza che di precisione. Sono inoltre soprattutto migliorati gli
schemi descrittivi dei diversi processi fisici che influenzano
l'evoluzione del sistema atmosferico, includendo non solo l'atmosfera ma
anche il suolo e l'oceano, e considerando che i processi non risolti
esplicitamente richiedono schemi di "parametrizzazione" alquanto
complessi.
La maggiore risoluzione spaziale, necessaria per descrivere e prevedere
fenomeni meteorologici a mesoscala, si ottiene con modelli ad area
limitata, che richiedono condizioni al contorno laterali fornite da
modelli a scala più grande. Tali modelli operano attualmente a
risoluzioni inferiori ai 10 km di passo di griglia. Vi sono inoltre
modelli non idrostatici (in parte derivate dai cosiddetti "cloud
model") che consentono risoluzioni inferiori al chilometro,
risolvendo quindi esplicitamente la convezione umida. Anche se non è
ancora possibile effettuare previsioni operative a tali risoluzioni, vi
sono esempi interessanti, in termini di predicibilità, di
simulazioni esplicite della convezione.
La validazione dei modelli ad area limitata non è effettuata in maniera
estesa e sistematica come avviene per i modelli globali.
Si descrivono brevemente i risultati di esperimenti di confronto tra
diversi modelli, ottenuti a partire dalle stesse analisi iniziali, in
episodi meteorologici di forte impatto. Si riportano inoltre alcuni
risultati ottenuti di recente dal confronto sistematico dei numerosi
modelli ad area limitata, idrostatici e non, operanti durante la campagna
osservativa del Mesoscale Alpine Programme (MAP), per quanto concerne in
particolare la previsione dei campi di precipitazione.
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